-
 

JAZZ A SCUOLA

Articolo in formato PDF: download >>

Sessanta concerti di jazz d’autore nel cartellone delle serate al Torrione San Giovanni


APPUNTAMENTO AL JAZZ CLUB

La musica è l’arte dell’animo
che immediatamente si volge all’’animo stesso

Hegel, Lezioni sull’estetica


Nel salire i gradini della scala che distingue l’entrata del Torrione San Giovanni, storica sede del Jazz Club Ferrara, si avverte la sottile sensazione di entrare in un mondo a parte, in una dimensione che sembra rifuggire dalla quotidianità per immergersi in un microcosmo che si sottrae alle umane categorie dello spazio e del tempo.
Varcata la soglia, lo splendore della sala concerto, le travature del soffitto, una luce soffusa e le pietre a vista, testimoni silenziosi che trasudano di storia, segnano il passaggio e ne sottolineano la dicotomia tra la realtà esterna e l’intimità esoterica del jazz. La circolarità del ballatoio, che segue tutto il periplo interno della torre, consente di osservare il palco degli artisti da più punti prospettici che veicolano sensazioni diverse a seconda di dove ci si trovi.
E anche nella varietà dei modi di ascoltare, comodamente seduti al tavolo, appoggiati mollemente alla balaustra mentre vedi le dita del pianista tracciare improvvise folgorazioni sulla tastiera, oppure diametralmente opposti agli strumenti quasi in un atteggiamento defilato, ma presente allo stesso tempo, si intuisce di vivere un happening di rara bellezza. La delicata e raffinata geometria degli spazi, l’incontro sublime tra storia, arte e jazz sembrano vivere una sinestesia estetica che non ha eguali in tutto il mondo. Lo spettatore, l’appassionato di jazz o il semplice uomo che vuole vivere un’esperienza nuova, avverte, quasi meravigliato e attonito, di essere involontario protagonista di un evento irripetibile, che potrà, comunque, riassaporare, in una nuova forma, nel prossimo concerto.
È la forza, insomma, dell’arte e della sua capacità di ridefinirsi continuamente nel metamorfico e nella felice fusione tra estetica e musica, tra architettura e archetipo musicale. Gli stessi musicisti sono consapevoli della magia del Torrione e dell’ammiccante atmosfera del club, in cui, meraviglioso paradosso, tutto è consentito, dalla sperimentazione musicale all’improvvisazione improvvisata, da una melodia da elaborare e trasformare allo standard riconosciuto, dalla prima esecuzione di alcuni brani alla prova generale per il prossimo spettacolo da tenersi nei luoghi paludati della musica. Insomma, un caleidoscopico mondo che, nell’empatico deragliamento dei sensi, riscopre un’ umanità vera, autentica tra artista e pubblico.
Ogni giovedì e sabato sera, immancabili appuntamenti settimanali, ci si dispone a vivere, sulle note e sulle incomparabili improvvisazioni, simboli di un arcano disvelato, una musica che sembra plasmarsi, estemporanea e maieutica, sotto lo sguardo compiaciuto e riconoscente dello spettatore che diviene, in un crescendo di sensazioni, fruitore e attore di quello che solo il jazz sa dare: l’espressione del già e l’intuizione del non ancora.

Il Torrione San Giovanni, realizzato dall'architetto Biagio Rossetti nel 1493, il cui restauro è terminato nel 1991, è da un lustro la sede del club ferrarese che ha saputo realizzare e far rivivere, con l’intelligente valorizzazione degli ambienti, uno degli esempi più efficaci d’ uso e di riutilizzo di un patrimonio storico di notevole fascino.
Dal piano superiore, la sala concerto, appunto, restaurata con cura e rispetto storico, si accede, scendendo una scala a chiocciola, al piano inferiore in cui si possono degustare i piatti tipici offerti dal ristorante. Sul soffitto a volta viene proiettato, in diretta, il concerto che si svolge al piano superiore realizzando, così, un originale mixing tra musica e gastronomia. Il richiamo irresistibile della musica induce, nuovamente, a salire, perché si avverte la sensazione di perdere qualcosa di importante e, allo stesso tempo, quando si esce dal club, a notte fonda, si ha la certezza di essere stati involontari protagonisti di qualcosa di buono.
Il Jazz Club Ferrara ha celebrato, proprio in quest’ultimo periodo, due importanti ricorrenze:i venticinque anni della fondazione del club e i cinque anni della nuova sede, il Torrione, appunto. Ferrara, città d’arte e di musica, ha potuto ascoltare, in questo quarto di secolo, un’importante sequela di musicisti che hanno davvero contribuito alla storia del jazz mondiale o che ne sono stati indiscussi protagonisti.
Nell’impossibilità di ricordarli tutti, resta la certezza di aver fruito e condiviso, assieme a loro, l’espressività di un jazz adamantino, assoluto, catartico nelle soluzioni armoniche, nelle immagini sonore e nei modi interpretativi che, spesso, sono andati oltre i cliches e i paradigmi codificati per sconfinare nella percezione dell’attimo e nell’intuizione dell’universale.
Oltre all’attività concertistica, che si snoda in sessanta concerti all’anno, il Jazz club ha prodotto, con la propria etichetta Blue Tower, due importanti eventi discografici che, ancora una volta, sottolineano l’unicità di un club che ha consapevolezza del proprio spessore artistico e culturale. Il primo cd è stato “Blue Napoli”, un viaggio nella canzone napoletana d’autore rivisitata e rielaborata in chiave jazz da una formazione musicale di indiscusso livello internazionale che è riuscita nel difficile intento di coniugare il testo con soluzioni armoniche, ritmiche e letterarie di pregevole effetto e rara efficacia.
Nel secondo cd, “Nostaljazz”, Bruno Lauzi sublima, con stile graffiante e raffinato, alcuni evergreen della canzone americana degli anni Quaranta e Cinquanta. Negli ultimi due anni, il Jazz club ha curato i progetti speciali per le scuole aprendosi al mondo dei giovanissimi studenti, preziosa risorsa formativa e culturale per la divulgazione del jazz. “Frammenti di Jazz” e “Jazz & Movie” sono stati i due progetti realizzati con gli istituti medi e superiori di Ferrara città e provincia. Il primo sulla storia del jazz, il secondo sui rapporti tra jazz e cinema hanno riscontrato un significativo successo tra gli studenti, attenti e partecipi alle lezioni propedeutiche al jazz, oltre alle lezioni/concerto durante le quali i musicisti hanno spiegato i modi espressivi di questa musica che ha permeato e solcato tutta la cultura del Novecento.
E anche in questo contesto, il Jazz Club si è rivelato intuitivo ed efficace nel saper cogliere, proprio tra gli studenti, i privilegiati interlocutori di un genere che, pur non veicolato dai media, rivendica e ribadisce il proprio ruolo di musica colta e musica d’arte. Uno degli obiettivi del club ferrarese è quello di portare proprio tra i giovani l’interesse per il jazz, per la sua storia, per i suoi modi d’essere che costituirebbero non solo una preziosa risorsa su cui fermarsi a riflettere, ma creerebbero un valore aggiunto all’idea di una cultura pensata per i giovani e dei giovani.
A nessuno sfugge la dimensione socializzante e aggregante della musica, ragione per cui proprio il jazz si connota per essere un ottimo veicolo di condivisione nell’ascolto, dal vivo, dei protagonisti e degli interpreti che spesso si ascoltano su supporto multimediale.
E, appunto, il Torrione offre, con sessanta concerti all’anno, questa splendida occasione di ritrovarsi attorno a un tavolino, al lume di candela ad ascoltare il jazz che qualcuno definì una musica che esprime l’inesprimibile.

ENRICO MALUCELLI

-
-
-